Storia dell'inconscio

Psicoanalisi e modernità: l’Empatia di Kohut

Empatia di Kohut
Scritto da Adriano Legacci

Psicoanalisi e modernità: l’Empatia di Kohut

Dopo una prima analisi dei fattori implicati nei cambiamenti dei processi di pensiero del paziente, ed i dubbi o relativismi inerenti su ciò che è Psicoanalisi e ciò che non lo è, iniziamo ora a considerare i fattori più specificamente emotivi. Prenderemo in considerazione l’opera clinica e teorica di Heinz Kohut, incentrata sull’Empatia, uno dei più importanti fattori terapeutici aspecifici emotivi. L’Empatia di Kohut è attualmente considerata molto importante dagli psicologi di quasi tutti gli orientamenti teorici, sia perché per arrivare a tale elemento, Kohut ha dato vita ad una profonda revisione della Psicoanalisi di Freud.

Tale contributo, pur non sempre da tutti riconosciuto, ci offre comunque un buon esempio di processo di ammodernamento interno ad un movimento psicologico e scientifico.

 

L’Empatia di Kohut: la sua origine

Kohut nel suo agire clinico si rese sempre più conto che i principali assunti della Psicoanalisi “ortodossa”, elaborata da Freud, non gli permettevano di curare al meglio i suoi pazienti, fatto che lo portò ad un atteggiamento critico (ma non rifiutante) nei confronti della tradizione teorica, a suo avviso figlia dei tempi e troppo legata ad un contesto sociale e storico ormai passato:

“La conseguenza è che non possiamo comprendere adeguatamente i nostri pazienti e spiegarli a loro stessi se cerchiamo di farlo con l’aiuto di un modello di conflitti inconsci che è ormai superato….la visione di Freud ….non solo era influenzata fortemente dalla sua personalità, ma era anche il risultato del fatto che egli era figlio del suo tempo….le condizioni sociali di un’epoca influenzano in modo decisivo il comportamento degli adulti verso i loro bambini e producono quindi l’ambiente in cui la personalità del bambino si forma;” (Kohut, pag 88, 1984).

L’autore, clinico che viveva ed operava nell’America degli anni 60′-80′, pensava che i cambiamenti sociali dei modelli educativi e familiari, determinano un nuovo tipo di psiche, che pur presentando una dimensione inconscia (paradigma mai negato dall’autore) necessita di un nuovo apparato teorico.

 

L’Empatia di Kohut: presupposti teorici

Ma quali sono le sue principali innovazioni teoriche? Dietro l’Empatia di Kohut c’è l’idea che il fulcro della sofferenza individuale non risiede nella mancata risoluzione del conflitto edipico di Freud, che invece riteneva che la sofferenza fosse sempre legata a pulsioni di Amore ed Odio nei confronti dei propri genitori.
Secondo Kohut tale fase subentra in un secondo momento, e solo se fallisce o risulta non ben integrata una prima fase, che è inconscia, non edipica ma prioritaria rispetto agli altri piani. Le nevrosi edipiche di Freud quindi sarebbero secondo l’autore solo un successivo sviluppo psicopatologico di un primo stadio.

Quando il bambino nasce, egli inizia ad aprirsi al Mondo Esterno ed alla scoperta, e ritorna fiero ad esibire le sue conquiste ai suoi genitori, in cerca di approvazione, conferma e “complimenti”.

L’empatia di Kohut parte dal concetto che se dietro al bambino ci sono delle figure genitoriali comprensive, in grado di dargli delle continue conferme sulla bontà delle sue azioni e scoperte, la crescita avviene naturalmente, ed il Sé del bambino viene confermato empaticamente dalla risposta emotiva del genitore; egli può crescere e diventare un po’ più autonomo, in caso contrario invece le pulsioni di Amore ed Odio non si integrano, e determinano il complesso Edipico.

 

L’Empatia di Kohut: gli Oggetti-Sé

Col tempo si interiorizza tali figure di sostegno (chiamate da Kohut Oggetti-Sé) e si determina una sua vita “creativa ed assertiva”, per quanto anche in seguito ognuno di noi cercherà sostegno e conferma dal Mondo esterno, vi è cioè la ricerca di nuovi oggetti-Sé, che comunque avranno un carattere molto più evoluto e maturo, se a tempo debito i primi oggetti-Sé arcaici avranno trasmesso al figlio la giusta dose di conferme e rassicurazioni. Solo se questa prima fase di conferma del Sé fallisce, subentra allora una rabbia narcisistica che intrappola il bambino nel Conflitto edipico descritto da Freud: esso cioè non viene visto non come un fisiologico passaggio della crescita mentale, per quanto avvolte sia troppo intenso, significativamente difficile da risolvere, ma come un’evoluzione patologica legata al fallimento o i limiti nella prima fase di sostegno emotivo ed empatia dei genitori nei confronti del bambino.

Ma dopo tutte queste considerazioni ritorna una domanda: l’Empatia di Kohut può essere integrata con la Psicoanalisi freudiana?

 

Bibliografia

:: Heinz Kohut, La Cura Psicoanalitica del Sé (1984, Boringheri).

Sull'Autore

Adriano Legacci

Già direttore dell'equipe di psicologia clinica presso il poliambulatorio Carl Rogers e l'Associazione Puntosalute, San Donà di Piave, Venezia.
Attualmente Direttore Pagine Blu degli Psicoterapeuti.
Opera privatamente a Padova e a San Donà di Piave.
Psicoterapia individuale e di coppia.
Ansia, depressione, attacchi di panico, fobie, disordini alimentari, disturbi della sfera sessuale.
Training e supervisione per specializzandi in psicoterapia

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